URBAN VIEWS

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Ho dipinto questo quadro per dare voce al brusio interiore della città che porto addosso. Non volevo raccontare un luogo preciso, ma l’istante in cui l’architettura ti sfiora come vento: tagliente, vicina, enorme. Ho costruito il palazzo al centro come una lama che fende la nebbia; non è stabile, trema, cresce, arretra. È la mia sensazione quando cammino tra facciate troppo alte: mi orientano e mi inghiottono insieme.

Ho scelto il bianco e nero per spogliare la scena da ogni distrazione. La città, per me, è ritmo prima che colore: battito, fruscio, traccia. Le spatolate ampie disegnano correnti d’aria e rumori, le graffiature sono finestre, cavi, pensieri che si incastrano. Ho lasciato colature e segni grezzi perché la metropoli non è mai finita: gocciola, sbava, si riscrive.
Dipingo da vicino, quasi addosso alla superficie, per sentire la resistenza del muro e trasformarla in strada. Ogni passaggio è un passo, ogni strato un ricordo: la fretta del mattino, l’attesa ai semafori, il silenzio improvviso dopo la pioggia. In Urban Views ho cercato quello spazio sottile tra caos e ordine, dove l’occhio inciampa e poi trova un varco.
Questo quadro è il mio modo di abitare l’energia urbana: non la idealizzo, la ascolto. Se ti avvicini, spero che tu possa sentire anche tu quel ronzio: non solo traffico, ma possibilità.

Acrilico, china, gesso, stick oil su tela

Misure: 100 x 100 x 2 cm
Opera unica

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